L'anima mia brama i cortili del Signore, e vien meno; Il mio cuore e la mia carne sclamano all'Iddio vivente.
Anche la passera si trova stanza, E la rondinella nido, ove posino i lor figli Presso a' tuoi altari, o Signor degli eserciti, Re mio, e Dio mio.
I quali, passando per la valle de' gelsi, La riducono in fonti, Ed anche in pozze che la pioggia empie.
O Signore Iddio degli eserciti, ascolta la mia orazione; Porgi l'orecchio, o Dio di Giacobbe. (Sela.)
Perciocchè un giorno ne' tuoi cortili val meglio che mille altrove; Io eleggerei anzi di essere alla soglia della Casa del mio Dio, Che di abitare ne' tabernacoli di empietà.
Perciocchè il Signore Iddio è sole e scudo; Il Signore darà grazia e gloria; Egli non divieterà il bene a quelli che camminano in integrità.