Perciocchè, ecco, han posti agguati all'anima mia; Uomini possenti si son raunati contro a me; Senza che vi sia in me, nè misfatto, nè peccato, o Signore.
Benchè, non vi sia iniquità in me, pur corrono, e si apparecchiano; Destati per venire ad incontrarmi, e vedi.
Tu, dico, Signore Iddio degli eserciti, Dio d'Israele, Risvegliati per visitar tutte le genti; Non far grazia a tutti quelli che perfidamente operano iniquità. (Sela.)
Ecco, sgorgano parole colla lor bocca; Hanno de' coltelli nelle lor labbra; perciocchè dicono: Chi ci ode?
L'Iddio mio benigno mi verrà ad incontrare; Iddio mi farà veder ne' miei nemici quello che io desidero.
Non ucciderli già; che talora il mio popolo non lo dimentichi; Falli, per la tua potenza, andar vagando; ed abbattili, O Signore, scudo nostro;
Per lo peccato della lor bocca, per le parole delle lor labbra; E sieno colti per l'orgoglio loro, E perciocchè tengono ragionamenti di esecrazioni e di menzogne.
Distruggili nel tuo furore; distruggili sì che non sieno più; E sappiano, che Iddio signoreggia in Giacobbe, Anzi fino alle estremità della terra. (Sela.)
Andranno tapinando per trovar da mangiare; Avvegnachè non sieno sazii, pur passeranno così la notte.
Ma io canterò la tua potenza, E la mattina loderò ad alta voce la tua benignità; Perciocchè tu mi sei stato alto ricetto E rifugio, nel giorno che sono stato distretto.