Chapter 33 of 42

GIOBBE33

Ora dunque, Giobbe, ascolta, ti prego, i miei ragionamenti, E porgi gli orecchi a tutte le mie parole.

Ecco, ora io ho aperta la mia bocca, La mia lingua parla nel mio palato.

Le mie parole saranno secondo la dirittura del mio cuore; E le mie labbra proferiranno scienza pura.

Lo Spirito di Dio mi ha fatto, E l'alito dell'Onnipotente mi ha data la vita.

Se tu puoi, rispondimi; Mettiti in ordine contro a me, e presentati pure.

Ecco, io sono a Dio, come tu; Anch'io sono stato tratto dal fango.

Ecco, il mio spavento non ti sgomenterà, E la mia mano non ti sarà grave addosso.

Tu hai pur detto, udendolo io, Ed io ho intesa la voce delle parole:

Io son puro, senza misfatto; Io son netto, e non vi è iniquità in me;

Ecco, egli trova delle occasioni contro a me; Egli mi reputa per suo nemico;

Egli ha messi i miei piedi ne' ceppi, Egli spia tutti i miei sentieri.

Ecco, in questo tu non sei stato giusto; io ti risponderò; Perciocchè Iddio è vie maggiore che l'uomo.

Perchè hai tu conteso con lui, Perchè egli non dichiara tutte le sue ragioni?

Egli è ben vero, che talora Iddio parla una volta, E due, a chi non vi ha atteso.

In sogno, in vision notturna, Quando il più profondo sonno cade in su gli uomini, Quando essi son tutti sonnacchiosi sopra i lor letti;

Allora egli apre loro l'orecchio, E suggella il lor castigo;

Per istorre l'uomo dalle opere sue, E per far che la superbia dell'uomo non apparisca più;

Per iscampar l'anima sua dalla fossa, E far che la sua vita non passi per la spada.

Ma talora altresì l'uomo è castigato con dolori sopra il suo letto, E tutte le sue ossa di grave malattia;

E la sua vita gli fa abbominare il cibo, E l'anima sua la vivanda desiderabile;

La sua carne è consumata, talchè non apparisce più; E le sue ossa, che prima non si vedevano, spuntano fuori;

E l'anima sua si accosta alla fossa, E la vita sua a' mali mortali.

Ma se allora vi è appresso di lui alcun messo, un parlatore, Uno d'infra mille, Per dichiarare all'uomo il suo dovere;

Iddio gli farà grazia, e dirà: Riscuotilo, che non iscenda alla fossa; Io ho trovato il riscatto.

La sua carne diventerà morbida, più che non è in fanciullezza; Egli ritornerà a' dì della sua giovanezza.

Egli supplicherà a Dio, ed egli gli sarà placato, E gli farà veder la sua faccia con giubilo, E renderà all'uomo la sua giustizia.

Ed esso poi si volgerà verso gli uomini, e dirà: Io avea peccato, ed avea pervertita la dirittura, E ciò non mi ha punto giovato.

Così Iddio riscoterà l'anima sua, che non passi nella fossa, E la vita sua vedrà la luce.

Ecco, Iddio opera tutte queste cose Due e tre volte inverso l'uomo;

Per ritrarre l'anima sua dalla fossa, Acciocchè sia illuminata della luce de' viventi.

Attendi, o Giobbe, ascoltami; Taci, ed io parlerò.

Se tu hai alcuna cosa da dire, rispondimi; Parla, perciocchè io desidero giustificarti.

Se no, ascoltami tu; Taci, ed io t'insegnerò la sapienza.

GIOBBE 33 · KJV Audio
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